img
 - COLLEZIONISMO
·Passioni
Quell'irresistibile richiamo
dei giocattoli di latta
- di Leonardo Leoffredi
"Vorrei poter dire che tutto è iniziato quel giorno che sono
entrato in una vecchia cartoleria rimasta ferma ai mitici anni
50 invece non è andata così..."
...
INGAP
la mia passione per i giocattoli "poveri" in latta del primo dopo guerra
è nata per caso frugando nel cassetto dei ricordi di un mio zio.
Fu in quel momento che mi accorsi che quelle piccole auto di latta dai colori
vivi e sgargianti con le loro forme grossolane e le buffe faccine disegnate sui
L' INGAP, acronimo di Industria
parabrezza avevano qualcosa di speciale che i giocattoli della mia infanzia tra gli
Nazionale Giocattoli Automatici
anni `70-`80, ormai non possedevano più.
Padova è stata una azienda di gio-
Per reperire pezzi da aggiungere alla mia collezione mi reco alle mostre specializzate
cattoli italiana fondata nel 1919 e
come Novegro o Cremona, ai mercatini dell'antiquariato, alle aste online come ebay,
attiva sino al 1972.
oppure agli scambi tra collezionisti.
Ormai è diventato un evento rarissimo trovare in soffitta vecchi cimeli come quelli che
Venne fondata da Tullio Anselmi
tanto mi affascinano.....il periodo di massimo sviluppo di questi balocchi è stata la metà
e, nel periodo di maggiore espan-
degli anni `50, che oggi... hanno quasi 60 anni!
sione, raggiunse i 600 dipendenti
nel 1938. La produzione spazia-
va dai giocattoli in latta iniziali,
ai telefoni intercomunicanti, alle
automobiline
radiocomandata
ed altri giochi ad alta tecnologia
con progettazione e
costruzione  degli
stampi
nella
sua attrezza-
tissima  of-
ficina,  da
personale
altamente
specializza-
to. Il catalogo
allora contava 400
modelli.
Nel 1964 per la INGAP comincia
il declino, culminato nel 1972,
quando viene assorbita dalla Eu-
rotoys.
Le fabbriche Italiane più prestigiose furono la Ingap di Padova, la
Marchesini di Bologna, la Siro Ferrari di Casalpuster-
lengo, la Centola di Roseto degli Abruzzi,
ecc...
La semplicità di questi
giocattoli sta nel fatto
che pur avendo delle
litografie spesso mol-
to belle per colori e
disegni, hanno la par-
ticolarità di essere costruiti
con due parti di latta: una si chia-
ma "fondello" e comprende le ruote in lat-
ta o
plastica e il meccanismo a molla se presente, e
una parte
superiore che costituisce l'intera carrozzeria; i due pezzi sono ancorati
tra loro con delle linguette.
I modelli più poveri non hanno il meccanismo di movimento e i bimbi era-
no soliti legare una cordina per tirarli oppure semplicemente le lanciavano
con le mani. Come tutti i giocattoli anche quelli di latta si differenziano per
varietà di dimensione e soggetto, ci sono le auto, le moto, gli uomini a caval-
lo, le giostre, gli aeroplani, i treni, i carri armati, i motoscafi, e molto altro...
Non potendo collezionare tutto, ho fatto una scelta e mi sono concentrato solo
sulle auto e le moto italiane e tedesche che non superassero i 10-12 cm di
lunghezza. Questo è stato un modo per contenere i prezzi (già ab-
bastanza elevati ) e per ridurre lo spazio destinato ad esporre
la collezione.
Da dieci anni a questa parte la mia collezione è
aumentata e ho voluto condividerla con
tutti realizzando io stesso un
sito internet raggiungi-
bile all'indirizzo www.
leotoys.net
·LA COLLEZIONE è visibile su: www.leotoys.net